Cybersex: dalla sessualità reale a quella virtuale

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AUTORI

  • David Scaramozzino, Psicologo Clinico e Psicoterapeuta Strategico  

   davidscaramozzino@gmail.com

  • Silvia Tomei, Psicologo  

   tomei_silvia@yahoo.it

 

 

“Un amore immaginario è molto meglio di un amore reale. Non fare sesso è molto eccitante.”

Andy Warhol

 

Da quando Internet è entrato nella nostra vita è possibile accedere liberamente a contenuti sessuali di ogni genere, diventando uno spazio che offre possibilità di espressione, di incontro e di evasione. 

In rete si ricercano nuove amicizie e nuovi rapporti, si esplorano i propri interessi, il proprio orientamento e le proprie inclinazioni. 

Tra questi anche gli interessi sessuali. Negli ultimi trent’anni la tecnologia ha contribuito ad aumentare l’offerta di materiali pornografici trasformandoli in prodotti di consumo di massa. 

Negli anni Sessanta vi è il passaggio dalla pornografia cartacea e statica a quella in movimento degli ambienti cinematografici a cui è seguita la diffusione dei cinema a luci rosse. 

Negli anni Ottanta grazie alla comparsa dell’home video si è potuto assistere ad una fruizione casalinga più intima dei filmati pornografici per arrivare alle soglie del Duemila con la diffusione di Internet, investendo negli ultimi anni anche telefonini e televisioni, allargando il mercato del porno online. 

Digitando su un motore di ricerca la parola “Porn”  veniamo investiti da più di 240 milioni di pagine (320 circa se digitiamo XXX).

La parola “Sex” è la parola più digitata al mondo. In Italia ammontano a circa 35.000 i siti di matrice pornografica: spiccano per visualizzazioni i generi sadomaso, gay-lesbo, fetish, e i siti scambisti.  

La pornografia online presenta innumerevoli siti per combinare incontri e scambiarsi materiale amatoriale sessualmente esplicito, incrementando di molto il volume degli affari in questo settore (circa un terzo del fatturato complessivo) 

Oltre l’impatto economico bisogna evidenziare anche il maggiore impatto comunicativo che la fruizione comporta, infatti il godimento di tale materiale è vissuto dall’individuo come un “atto unico”, dove non c’è intervallo come nello sfogliare una rivista hard o cambiare canale in una “tv erotica” in cui si mettono in atto  gesti o comportamenti  che permettono al consumatore di avere consapevolezza dei limiti della porno visione. 

Nel consumo del porno online, dove non c’è intervallo, si rischia di rimanere immersi nel godimento sconfinato di immagini e video in cui il soggetto consumatore si trova più libero ma anche più solo, più desiderante ma anche meno soddisfatto, perdendosi nella varietà delle offerte e lasciandosi sedurre senza scegliere e senza porre fine all’eccitamento crescente.

La pornorete è a portata di tutti ed è difficile stimare quante persone navigano sui migliaia di siti dedicati alla pornografia ed al sesso online. Se per molti risulta essere un gioco trasgressivo o un modo per “rimorchiare”, per altri invece può diventare una vera e propria dipendenza con conseguenze negative su diversi ambiti della vita di tutti i giorni come: 

  • perdita d’interesse per la sessualità reale 
  • difficoltà relazionali e rapporti di coppia deficitari
  • disfunzionamento sociale e lavorativo. 

Un recente sondaggio della BBC News ha evidenziato come l’80% di 43 terapisti inglesi intervistati conferma che la dipendenza sessuale da internet, quella che spinge le persone a stare al pc per più di 8 ore al giorno e a compiere fino a 10-12 atti sessuali, è in continuo aumento. 

 L’esposizione alle immagini pornografiche induce un massiccio rilascio di dopamina nel nucleo accumbens che è l’area del cervello preposta alla regolazione del piacere e della ricompensa, esponendo l’utente al rischio di una vera e propria dipendenza patologica.   

Punzi V., (2006), in un libro che racconta la propria pornodipendenza, descrive le conseguenze derivanti dal prolungato uso di pornografia, che si configurerebbero in:

  • un calo del desiderio sessuale verso il partner, 
  • impotenza di fronte ad una donna reale, 
  • possibilità di erezione e eiaculazione solo in presenza di materiale pornografico 
  • azione masturbatoria che dura per ore, senza mai raggiungere l’orgasmo, arrecando danni ingenti alla sfera sessuale dell’individuo dipendente. 

La dipendenza da cyber-sex si configura nella ricerca ossessiva e compulsiva di un legame o attività con un’altra persona attraverso il visionare o scaricare da siti porno materiale sessualmente esplicito a cui seguono atti masturbatori e incontri virtuali in chat erotiche; pratica usata maggiormente dalle donne che prediligono più la ricerca di relazioni, preferendo la seduzione e il potere,  rispetto agli uomini più interessati alle immagini, ad attività che “oggettificano” la partner, come guardare del porno o fare del sesso anonimo. 

Quando la compulsione (intesa come perdita nella capacità di libera scelta nel continuare o no un determinato comportamento), la continuità (a discapito delle conseguenze negative sulla salute, matrimonio o lavoro) e l’ossessività per tali attività sono combinate ad altri fattori quali l’isolamento, l’anonimato e l’aumento nella frequenza di tali comportamenti, siamo in presenza di un potenziale pericolo per l’integrità psicofisica dell’individuo. 

I segni di riconoscimento della dipendenza da cybersex sono:

  1. L’abitudine a trascorrere molto tempo in chat rooms con l’unico scopo di trovare sesso virtuale
  2. Assorbimento nel trovare partner sessuali nella rete
  3. Impiegare la comunicazione anonima per esprimere fantasie sessuali, normalmente non manifestate nella vita reale
  4. Programmare la prossima sessione di collegamento ad Internet, con l’aspettativa di provare eccitazione sessuale e gratificazione
  5. Provare sentimenti di colpa o vergogna per l’uso della rete
  6. Masturbazione nel corso del collegamento e nelle chat erotiche
  7. Considerare il cybersex come la forma primaria di gratificazione sessuale, riducente l’investimento sul proprio partner reale

Ma quali sono i fattori che favoriscono l’instaurarsi della dipendenza dal sesso virtuale? Secondo il modello ACE  di Young sono tre:

  • Accessibilità alla rete facilitata in termini di tempi di accesso che permettono in tal senso una gratificazione immediata di ogni minimo bisogno, concedendo all’utente di esprimere liberamente i propri desideri e tendenze normalmente represse, di cambiare partner quando vuole, nella completa accettazione della comunità virtuale.
  • Controllo personale sulle proprie attività telematiche e apportando un gran numero di materiale sessualmente esplicito da scegliere nella comodità dell’ambiente familiare, soddisfacendo molte volte anche il bisogno di privacy ricercato dalla maggior parte delle persone.
  • Eccitazione dalla visione continua di immagini, video e colori vivaci, permettendo una maggiore evasione dalle tensioni e problemi della vita quotidiana e un maggiore rinforzo rispetto alla gratificazione sessuale favorendone la reiterazione dell’esperienza.

Il sesso virtuale esercita una forte attrattiva soprattutto su quelle persone che non sono soddisfatte del proprio aspetto fisico o della propria personalità e attraverso l’uso di siti di incontri e chat rooms cambiano la loro identità online diventando belli, giovani e simpatici molte volte rimanendo intrappolati in una dimensione virtuale e fittizia. 

Molte volte la dipendenza da cybersex interferisce sulla soddisfazione generale della coppia incrementando disfunzioni sessuali e riducendo l’interesse libidico nei due partner. 

Di norma vengono proposte diverse soluzioni di trattamento: dalla psicoterapia individuale per giungere alla piena consapevolezza di parti profonde di sé ed al loro cambiamento,  ai gruppi di auto-aiuto per condividere le proprie esperienze con individui con i medesimi problemi e riacquisire un maggior controllo sulla rete, a strategie di disintossicazione utili per affrontare e risolvere il problema soprattutto dal punto di vista comportamentale. 

La terapia è incentrata principalmente nella prevenzione di ricadute, sulla valorizzazione dell’intimità, sul ricondizionamento dell’eccitazione e sulla formazione di abilità di coping più solide. 

Inizialmente i pazienti devono astenersi dall’utilizzare Internet acquisendo a mano a mano un maggiore controllo e maggiori responsabilità nel suo uso. Attraverso un percorso terapeutico è possibile scardinare i meccanismi compulsivi che sono alla base dei comportamenti di dipendenza, per riappropriarsi della propria vita sociale e relazionale. 

È molto importante un percorso di prevenzione già in età adolescenziale, periodo di vita in cui si riscontrano maggiori difficoltà nell’instaurare relazioni solide e veritiere a causa delle maggiori insicurezze e fragilità che costellano tale periodo di vita e dove si ricerca nel mondo virtuale un rifugio sicuro, la possibilità di sentirsi valorizzati e una propria identità che in realtà rischia di essere sempre più frammentata.

 

Bibliografia

  • Adamo P., (2005). Il porno di massa. Milano: Cortina.
  • Cooper A., Scherer C., Boies S., Gordon B., (1999). Sexuality and the Internet: From sexual exploration to pathological expression. Professional Psy-chology.
  • Delmonico D L., Carner J P., (1999). Virtual sex addiction: When cybersex becomes the drug of choice. Cyberpsychology e Behavior. 
  • Jannini  E., Lenzi A., Maggi M A., (2007).  Sessuologia medica. Trattato di psicosessuologia e medicina della sessualità. Milano: Elsevier Masson.
  • Punzi V., (2006). Io, pornodipendente. Milano: Costa & Nolan.
  • Southern S., (2008). Treatment of compulsive cybersex behavior. Psychiatric Clin North Am. 
  • Young, K. S. (1998a) Internet addiction: The emergence of a new clinical disorder. 
  • CyberPsychology and Behavior. 

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